Il Quesito Referendario
Per l’eutanasia legale

Il Quesito Referendario
Per l’eutanasia legale

Il Quesito Referendario
Per l’eutanasia legale

Volete voi che sia abrogato l’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, comma 1 limitatamente alle seguenti parole «la reclusione da sei a quindici anni.»; comma 2 integralmente; comma 3 limitatamente alle seguenti parole «Si applicano»?

Volete voi che sia abrogato l’art. 579 del codice penale (omicidio del consenziente) approvato con regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, comma 1 limitatamente alle seguenti parole «la reclusione da sei a quindici anni.»; comma 2 integralmente; comma 3 limitatamente alle seguenti parole «Si applicano»?

Articolo 579 c.p. e relative abrogazioni referendarie

Chiunque cagiona la morte di un uomo, col consenso di lui, è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Non si applicano le aggravanti indicate nell’articolo 61. Si applicano le disposizioni relative all’omicidio [575-577] se il fatto è commesso:

  1. Contro una persona minore degli anni diciotto;
  2. Contro una persona inferma di mente, o che si trova in condizioni di deficienza psichica, per un’altra infermità o per l’abuso di sostanze alcooliche o stupefacenti;
  3. Contro una persona il cui consenso sia stato dal colpevole estorto con violenza, minaccia o suggestione, ovvero carpito con inganno [613 2].

Il referendum vuole abrogare parzialmente la norma penale che impedisce l’introduzione dell’Eutanasia legale in Italia. L’omicidio del consenziente, previsto dall’art. 579 c.p. infatti, non è altro che un reato speciale (rispetto a quello di portata generale di cui all’art. 575 c.p. sull’omicidio) inserito nell’ordinamento per punire l’eutanasia.

Con questo intervento referendario l’eutanasia attiva, previa valutazione del giudice in sede processuale, potrà essere consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla Sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”, ma rimarrà punita se il fatto è commesso contro una persona incapace o contro una persona il cui consenso sia stato estorto con violenza, minaccia o contro un minore di diciotto anni. Dunque, l’esito abrogativo del referendum farebbe venir meno il divieto assoluto dell’eutanasia e la consentirebbe limitatamente alle forme previste dalla legge 219/2017 in materia di consenso informato.

Per quanto riguarda, invece, condotte realizzate al di fuori delle forme previste dall’ordinamento sarà applicabile il reato di omicidio doloso (art. 575 cp).

L’eutanasia attiva è vietata dal nostro ordinamento sia nella versione diretta, in cui è il medico a somministrare il farmaco eutanasico alla persona che ne faccia richiesta (art. 579 cp omicidio del consenziente), sia nella versione indiretta, in cui il soggetto agente prepara il farmaco eutanasico che viene assunto in modo autonomo dalla persona (art. 580 c.p. istigazione e aiuto al suicidio), fatte salve le scriminanti procedurali introdotte dalla Consulta con la Sentenza Cappato.

Forme di eutanasia c.d. passiva, ovvero praticata in forma omissiva, cioè astenendosi dall’intervenire per tenere in vita il paziente in preda alle sofferenze, sono già considerate penalmente lecite soprattutto quando l’interruzione delle cure ha come scopo di evitare il c.d. “accanimento terapeutico”e sono state positivizzate dalla legge 219/2017 in tema di consenso e testamento biologico.

È però vero che molti casi ambigui creano condotte “complesse” o “miste” che non consentono spesso di distinguere con facilità se si tratti di eutanasia mediante azione od omissione e soprattutto pongono il problema di una possibile disparità di trattamento ai danni di pazienti gravi e sofferenti affetti però da patologie che non conducono di per sé alla morte per effetto della semplice interruzione delle cure.

La sentenza 242/2019 della Consulta sul Caso Cappato/Dj Fabo pur aprendo a determinate condizioni a una procedura lecita nell’ambito del suicidio assistito, consente alla persona di procurarsi la morte assistita solo in modo autonomo, ma se questa non vuole o non può – a causa di malattia totalmente inabilitante – rimarrà esclusa da questo diritto. 

Proprio al fine di non creare discriminazioni tra tipi di malati, emerge l’esigenza di ammettere l’eutanasia a prescindere dalle modalità della sua esecuzione concreta.

Referendum Eutanasia Legale - Le note degli esperti sul Quesito Referendario

Note degli esperti
sul Quesito Referendario

Tullio Padovani, avvocato penalista, già professore ordinario di Diritto penale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, accademico dei Lincei e direttore di riviste scientifiche penalistiche. Scarica il documento

Michele Ainis, è Professore ordinario di Diritto costituzionale nell’Università RomaTRE e scrittore italiano, componente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Intervistato da Gigi Fiore per Il Mattino del 19/06/2021

Andrea Pugiotto, è Professore ordinario di Diritto costituzionale nell’Università di Ferrara e Membro del Consiglio direttivo, Coordinatore del Laboratorio Sicurezza collettiva e tutela dei diritti individuali.  Articolo Il Riformista del 15/07/2021 | Articolo/Intervista a Giovanni Maria Flick è un giurista, politico e accademico italiano su Avvenire del 21/08/2021 | Articolo di risposta pubblicato da Il Riformista del 24/08/2021  | Articolo pubblicato da giustiziainsieme.it del 29/09/2021 

Vladimiro Zagrebelscky, è un magistrato a riposo; già giudice della Corte europea dei diritti dell’Uomo; direttore del Laboratorio dei Diritti fondamentali di Torino. Articolo de La Stampa del 27/06/2021

Unical – Ugo Adamo, Guerino D’Ignazio, Silvio Gambino, Giampaolo Gerbasi, Greta Massa Gallerano, Walter Nocito, Fernando Puzzo, Anna Margherita Russo, tutti Costituzionalisti e Costituzionaliste di UniCal, Università della Calabria. Articolo di lacnews24.it del 22/06/2021

Rocco Berardo – avvocato e membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Articolo de Il Dubbio del 26/08/2021

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